20 Settembre / Lezione di Ivo Boscariol “la dematerializzazione come approccio progettuale” e Laboratorio

 

arch. Ivo Boscariol

arch. Ivo Boscariol

Dematerializzazione, ovvero diminuzione dei consumi sia di materie prime che di energia utilizzata nei cicli produttivi, sfruttando le nuove tecnologie che mirano ad aumentare l’efficienza dei processi industriali e di produzione. Questo è il tema sul quale stamattina era incentrato l’intervento dell’arch. Ivo Boscariol. Attraverso diversi esempi di oggetti di design messi in produzione da grandi aziende, la lezione voleva evidenziare come la dematerializzazione possa essere usata come approccio progettuale, che può avere come fine la semplificazione del processo produttivo, l’uso di materiali riciclati, la sostituzione di prodotti con servizi, e l’allungamento della durata del ciclo di vita di un prodotto.

Nel pomeriggio sono proseguite le attività di laboratorio: è stato chiesto agli studenti di arrivare ad una definizione finale dell’idea di progetto, di modo da potersi concentrare nei prossimi giorni allo studio dei dettagli costruttivi e alla produzione degli elaborati grafici.


GRUPPO 1 / Parisi, Petri, Lauretano
Oggi abbiamo proseguito sull’idea degli incastri presa in considerazione ieri. La nostra idea si è però evoluta in qualcosa di ancora più semplice che ci ha portati a scegliere il materiale da utilizzare coerentemente al concetto di semplicità e di resistenza, ovvero il cartone su cui abbiamo effettuato una ricerca che ci ha permesso di scoprire le sue principali caratteristiche e le sue molteplici applicazioni. Ci stiamo concentrando su come comporre questo prodotto attribuendogli diverse funzioni anche se ci risulta complicato far coesistere semplicità e multifunzionalità.

GRUPPO 2 / Longo, Sfozin, Stincone
n questa giornata ci siamo concentrati nel progettare il packaging per le nostre maniglie e abbiamo modificato ulteriormente quet’ultime.
Abbiamo deciso in modo definitivo i materiali per il nostro progetto che saranno PLA per maniglie, coperchio e bidone dobbiamo ancora valutare se in stampaggio rotazionale o ad iniezione. Il packaging invece sarà costituito da cartone riciclato da 5 millimetri che si assottiglierà a 3 millimetri per le maniglie.

GRUPPO 3 / Tavoschi, Pauletto, Pietrini
La giornata ha messa in discussione il progetto nella forma e nella componibilità. Si sono analizzate quindi nuove forme tra le quali, cilindri, tronchi di piramidi e forme irregolari; tutte presentavano problematiche di eleganza formale e di complessa costituzione per una buona componibilità. Il percorso è quindi divenuto ciclico con il ritorno ad un oggetto unico che racchiude, come un nastro, tre contenitori.
Si sono inoltre analizzati i possibili materiali giungendo alla decisione di realizzare i contenitori in acciaio riciclato mentre il nastro in compensato ondulato-liquid wood.

GRUPPO 4/ Stefanutto, Anese, Fumolo
Il progetto è stato perfezionato seguendo il criterio della semplicità e definendo dei dimensionamenti sempre più precisi. Le problematiche di aggancio dei vari elementi sono state risolte. La struttura è quindi composta da un modulo costituito da un tubolare a cui si incastra la struttura di sostegno del rivestimento in stoffa, che tramite una guida strutturalmente coerente viene infilato. Il sacchetto delle immondizie, invece, viene semplicemente appeso, con delle mollette dal design che richiama quelle di ufficio, internamente. La struttura comprende anche una base ed una parte di chiusura sommitale. Il materiale della struttura portante è diventato il metallo in quanto la plastica non trovava giustificazione strutturale per la forma adottata.

GRUPPO 5 / Cristofoli, Marcuzzi, Guardiero
Rivisitando il sistema a fisarmonica abbiamo creato un sistema che offra la stessa possibilità del sistema precedentemente studiato. In questo modo abbiamo corretto dei difetti che avevamo riscontrato in modo che l’apertura e la chiusura del contenitore sia più fluida. Il materiale scelto è il cartone che da un input visivo all’osservatore il quale capisce immediatamente la sua naturalezza. Le pareti laterali saranno forate e lasciano intravedere il sacchetto che l’utente posizionerà all’interno del contenitore il base al quale sarà scelto il materiale del riciclo. Il punto forte di questo progetto è la semplicità con la quale viene realizzato, infatti il sistema di chiusura è controllato da un semplice filo di canapa, che funge anche da manico.

GRUPPO 6 / Dalla Farra, Forestieri, Boccanegra
Abbiamo analizzato la composizione, la lavorazioni, i vantaggi e gli svantaggi del Biolice e della Camera d’aria riciclata. Inoltre abbiamo deciso di sfruttare il contenitore del nostro cestino per creare un altro contenitore, in modo tale da ridurre totalmente gli sprechi.

Materiale Composizione Lavorazione Vantaggi Svantaggi
Biolice(http://www.biolice.com/) Polimero che nasce dalla lavorazione di farine di mais e grano rispetto ad altre bioplastiche composte da grano.Prodotto principalmente da materia prime vegetali anziché petrolifere, avrebbe il vantaggio di essere biodegradabile al 100%. - Iniezione- Termoformatura- Estrusione- Soffiaggio

– Laminazione

- Tessuto naturale- Piacevole al tatto- Facilità di lavorazione- Forza, stabilità e flessibilità

-Resistenza a grassi, acqua e molti solventi organici

- Riduzione delle derrate alimentari nel caso si utilizzi il mais come elemento base- Necessari appositi siti di compostaggio a temperature elevate- Elevati costi di ricerca
Camera d’aria riciclata(http://www.adria-abruzzo.it/ADRIA/index.html) Granulo di gomma ottenuto dal riciclo della camera d’aria o da altri scarti in gomma. Dopo la separazione dagli altri materiali (acciaio e fibra tessile), la gomma con apposita frantumazione è trasformata in granulati di diverse dimensioni. - Risparmio di 27 litri di petrolio grezzo, necessario a produrre una gomma nuova- Resistenza all’acqua- Altissima resistenza ai cambiamenti di temperatura- Resistenza agli acidi e ai raggi UV

– Flessibilità

 

-Dato l’elevato potere calorifico, l’incenerimento deve essere efettuato da impianti dotati di sistemi efficaci per ridurre al minimo le emissioni

 

GRUPPO 7 / Mion, Palagrò, Marcon
Dall’analisi sugli spazi minimi siamo passati ai problemi quotidiani di praticità nelle piccole cucine. Il nostro progetto si basa su un dispositivo costituito da un tagliere con integrato un porta cestino. Il suo scopo è quello di garantire più ordine sul piano di lavoro: gli scarti alimentari ottenuti dal taglio possono essere così subito gettati in un sacchetto adiacente. Ora il nostro lavoro si sta espandendo verso la ricerca di materiali riciclabili e riciclati innovativi, come il paper stone, e verso un imballaggio atto al risparmio degli spazi.

GRUPPO 8 / Gosgnach, Tedesco, Fagotto
In questo quarto giorno di lavoro ci siamo dedicati all’approfondimento strutturale, in particolare alla tipologia di contrappeso e attacco che useremo per i nostri contenitori. Abbiamo optato per dei contrappesi celati all’interno del fusto, in lega di ghisa, a cui poi verrà sovrapposto il bidone interno che avrà colorazione personalizzata e sarà estraibile per l’eventuale pulizia periodica. A questo punto la nostra base modulare componibile si riduce a semplice stabilizzatore del cestino, composto da una sola lastra in acciaio. Abbiamo ridotto al minimo il colore percepibile dall’esterno.

GRUPPO 9 / Creter, Pellos, Buzzo Contin
Dopo aver valutato ulteriormente il funzionamento del cestino, abbiamo mantenuto l’idea della parte portante in metallo, pensando a dei moduli intercambiabili della parte anteriore. Li abbiamo ipotizzati in plastica di canapa rigida e potranno assumere le seguenti funzioni: cestino, porta documenti, ecc. Si mantiene comunque la possibilità di essere versatile in diverse posizioni e luoghi, come già detto precedentemente.