18 Settembre / Testimonianza di ex studenti, lezione sui sistemi di gestione dei rifiuti e laboratorio

Durante la mattinata c’è stata la presentazione da parte di tre ex studenti, Barbara Candoni, Andrea Salvadori e Marco Basso dei progetti con i quali avevano partecipato a un concorso di idee. Uno di questi progetti è stato anche premiato per la semplicità di realizzazione e la riconoscibilità all’interno del contesto urbano.

Successivamente, l’arch. Pittino ha illustrato un excursus sul panorama normativo riguardo alla gestione dei rifiuti.

Nel pomeriggio invece sono proseguite le attività di laboratorio.


GRUPPO 1 / Parisi, Petri, Lauretano
Siamo partiti dall’analizzare le problematiche dei contenitori della raccolta differenziata all’università, luogo in cui trascorriamo la maggior parte delle nostre giornate, segnalando i seguenti problemi: difficoltà nel distinguere le diverse destinazioni dei contenitori, l’estetica e la scarsa attenzione nelle proporzioni tra le loro dimensioni e il loro utilizzo.
Abbiamo dedotto i requisiti fondamentali su cui basarci per il nostro prodotto: economicità, facilità di produzione e di trasporto e facile identificazione delle diverse destinazioni dei rifiuti.
Abbiamo cominciato a pensare alle possibili forme e colori da dare al nostro prodotto ma ci sono ancora diverse cose da definire e decidere.

GRUPPO 2 / Longo, Sfozin, Stincone
Dopo un primo approccio ai problemi legati alla spazzatura individuati ieri, abbiamo sviluppato l’idea innovativa di creare delle maniglie che permettano di non toccare la spazzatura nel momento del prelievo dal bidone al deposito. Quindi in questa giornata ci siamo concentrati sul funzionamento di queste maniglie e sulla forma ancora da perfezionare. Abbiamo inoltre ipotizzato dei materiali da realizzazione come il PLA e il silicone.

GRUPPO 3 / Tavoschi, Pauletto, Pietrini
Attraverso l’analisi del concept sono stati analizzati meglio i meccanismi di apertura del prodotto.
Da ciò si è riscontrato il problema riguardante la possibile realizzazione. Mantenendo il concetto dell’impiego del piede per aprire il cestino si è cambiata l’impostazione del prodotto semplificandola significativamente, inoltre si è potuto mettere in discussione il luogo di impiego visto il principio costitutivo.
Successivamente sarà necessaria la decisione per eventuali campi di impiego.

GRUPPO 4/ Stefanutto, Anese, Fumolo
Per dar vita all’idea di un contenitore morbido e deformabile abbiamo fatto riferimento alla lampada Frakland di Munari: una calza che si adatta e prende la forma della struttura metallica.
Da questa hanno avuto inizio i nostri ragionamenti sulla struttura e forma da dare al nostro progetto, volendo avere un contenitore che si adatti al contenuto. Uno dei nostri obiettivi è di produrre diversi moduli che possano essere impilati a seconda delle esigenze dei diversi utenti. Per questo motivo dividiamo la forma “cilindrica/tubolare” della lampada in sottomoduli componibili in verticale e questo modo ogni contenitore chiude l’altro e, risolviamo sia il problema di inserimento dei rifiuti che di estrazione del sacco.

GRUPPO 5 / Cristofoli, Marcuzzi, Guardiero
Facendo sempre attenzione agli obbiettivi posti nei giorni precedenti, vogliamo di seguito elencare le principali caratteristiche tecniche del nostro(gruppo 5) prodotto:
sistema a “fisarmonica” modulare, unione dei moduli in modo semplice e preciso; ogni elemento è facilmente smontabile e lavabile; pareti scatolari in polietilene con funzione di separatori(quando associamo più moduli), involucro(quando completamente chiuso e facilmente trasportabile), base strutturale; maniglie integrate superiormente per un facile trasporto ed eventuali ricollocazioni; ganci “ferma sacchetto” posti all’interno; presenza di elastici nella parte esterna per chiusura singolo modulo o per associare saldamente più moduli.

GRUPPO 6 / Dalla Farra, Forestieri, Boccanegra
Il prodotto che abbiamo pensato di progettare è un contenitore per il rifiuto organico da mimetizzare nell’ambiente domestico. Le caratteristiche che deve avere sono: semplicità di montaggio, packaging e costi di produzione e smaltimento ridotti al minimo, possibilità di essere pulito (o in alternativa biodegradabilità derivante dai costi di produzione contenuti), esteticamente accattivante. Per queste ragioni analizzeremo l’utilizzo di un materiale plastico, flessibile e ecologico in modo tale da poter assemblare il cestino con facilità e ridurre la struttura in un solo foglio. Inoltre, penseremo a come rendere il prodotto trasportabile e appendibile e a produrre altri cestini simili in modo da permettere la raccolta differenziata di altre tipologie di rifiuti.

GRUPPO 7 / Mion, Palagrò, Marcon
Considerando gli spazi poco utilizzati della cucina abbiamo studiato un sistema di organizzazione per la differenziata che consenta uno sfruttamento ottimale del sotto lavabo.
Il sistema si articola in una serie di contenitori, dimensionati secondo l’esigenza di una o due persone, montati su un telaio. Tale telaio può essere o inserito all’interno di un’anta della cucina o appeso al muro.

GRUPPO 8 / Gosgnach, Tedesco, Fagotto
La seconda giornata di lavoro ci ha visti impegnati in un’analisi di fattibilità del nostro schizzo. Tecnicamente la forma a tronco di cono curvo presentava delle problematiche dal punto di vista del sottosquadra, quindi abbiamo deciso di optare per una forma a tronco di cono regolare, ponendo particolare attenzione all’ergonomia in fase di fruizione e in fase di manutenzione. Il progetto sta maturando tenendo conto il più possibile dei canoni del Design 4 All. Oltre allo studio cromatico abbiamo anche definito una bozza di quello che può essere l’incastro alla base dei nostri coni e di quella che dovrà essere la maniglia per sollevare il contenitore per la pulizia periodica. I vincoli che ci siamo imposti sono quelli di una figura dalle proporzioni slanciate (h 110cm) e con il predominio del colore bianco lucido, in modo tale da potersi integrare negli ambienti moderni ed essenziali di uffici, abitazioni ed enti pubblici.

GRUPPO 9 / Creter, Pellos, Buzzo Contin
Ci siamo concentrati sulle diverse problematiche della nostra idea cercando di ottenere una soluzione esaustiva. Abbiamo analizzato i pro e i contro dei diversi materiali soprattutto plastica e metallo, scegliendo infine il metallo. Considerando la produzione dell’elemento e il migliore trasporto, abbiamo pensato di formarlo con due elementi separati con fissaggio a secco. All’interno si pone una scatola di ridotte dimensioni in cartone con i rispettivi sacchetti ed estraibile lateralmente per scorrimento. Abbiamo ridotto inoltre le dimensioni totali per occupare meno spazio e per un eventuale affiancamento.